Movimento giovanile per la buona politica, la costituzione, i diritti e la solidarietà.

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Giovani Democratici di Verona

Aula magna piena Venerdì 28 Marzo al Maffei, giornata di assemblea per tutti gli studenti maggiorenni, in presenza di 7 rappresentanti su 8 candidati premier per le prossime elezioni.

Questi i presenti:
Pd: Elisa Cavazza (giovane)
Pdl: Anna Cinzia Bonfrisco
Udc: Stefano Costanzo (giovane)
Sinistra arcobaleno: Dino Facchin
Socialisti: Renzo Burro.
Sinistra Critica: Enrico Bertelli (giovane)
assente La destra….

Il giornalista Spadaccino saluta tutta l’assemblea che assiste silenziosa alla prima parte del dibattito.

Il primo turno di interventi è una sequenza di piccoli monologhi, quando viene posta la fatidica domanda: “Perchè la politica dovrebbe parlare ai giovani?”.

Naturalmente occasione, per tutti, di lanciarsi sullo spirito che più anima le campagne dei distinti partiti: emergono fin da subito convergenze tra la sinistra arcobaleno e i socialisti, ma mentre Facchin si sofferma più sulla necessità di conflitto per combattere le ingiustizie, Renzo Burro evoca la figura di Zapatero e specifica la (effettivamente matematica) proporzione tra il tempo in cui ha governato Berlusconi e invece i 20 mesi di Prodi sottolineando quindi come è impossibile dare tutta la responsabilità di quanto accade alla sinistra.

L’Udc lamenta quanto spazio viene riservato ai pensionati rispetto agli studenti. Il rappresentante del partito di Ferrara ribadisce il valore alto, originario, della politica.

Elisa segue con un intervento incentrato sull’impegno dei giovani, sul protagonismo che possono avere, nelle vicissitudini e nei cambiamenti in corso, la loro potenzialità, grande, di essere parte attiva.

Sinistra Critica sottolinea l’importanza di forme di manifestazione e di protesta popolare che fino ad ora la politica non ha tenuto in degna considerazione, mentre il primo giro di danze è chiuso da un lungo excursus firmato Bonfrisco, Pdl, sulle origini del movimento popolare, sulla realtà che coinvolge tutta europa, sul cambio generazionale ormai in corso nella sfera politica.

Si arriva al nocciolo: l’illustrazione di un estratto dei programmi; i 3 punti più rilevanti in questo contesto. Si procede allora ad una singhiozzante e discontinua dispiegazione degli obiettivi che intendono perseguire i vari candidati, davanti ad un’aula scrostata e storica per generazioni di veronesi e non, piena di teste tutte rivolte al palco. L’interesse è alto, i commenti corrono sommessi tra le fila e talvolta salgono alti nell’aria, a manifestare un’immediata risposta a posizioni molto ferme riguardo temi scottanti: la 194, l’energia, lo stipendio dei politici. La partecipazione giovanile è fortemente ribadita da Elisa in più occasioni, tema connesso al pluralismo del Pd e ad un nuovo spirito meritocratico. Il ritmo e il decorso del dibattito va degenerando, anche per negligenza (parere della sottoscritta ndr) del moderatore, assumendo toni più polemici e meno propositivi. Il tempo corre e si passa, finalmente, alle domande dei ragazzi.

I maffeiani non si fanno pregare, fanno la fila per rivolgere quesiti precisi, anche solo commenti personali, o richiedere chiarimenti; rilevante che la maggior parte degli interventi sia stata rivolta a un determinato partito, il che indica che un background già c’era, che il dubbio era inserito in un quadro più o meno chiaro, ma personale. Tra le impulsive uscite di qualche testa calda e i sarcastici commenti di alcuni relatori, la alternanza e la eterogeneità dei temi, l’entusiasmo degli applausi e delle risate degli studenti, non si poteva uscire da questo liceo pensando che non si interessassero di politica. L’impressione è piuttosto che rimangano, troppo fermamente, ad osservarla da lontano, quando allo stesso tempo rivelano di avere opinioni precise.

Da qui il nostro appello: scendete in campo!

Tra furor di mediatore, battutine, equivoci, il tempo che stringe e le discussioni che si dilatano, il punto comune che ha incontrato il favore di tutti è stato la positiva novità di questa iniziativa, che ha creato un’occasione grande e a misura di giovane per sentire il dibattito politico più reale e vicino a loro.

Speriamo di poter replicare al più presto.

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