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Giovani Democratici di Verona

Generazione Democratica di Verona, ha aderito il 12 dicembre allo sciopero generale della Cgil, partecipando con una delegazione al corteo regionale di Mestre.

La manifestazione è stata davvero riuscita, nonostante la pioggia, la prefettura parla di 50.000 persone!
Leggendo un commento di Tito Boeri http://www.lavoce.info/articoli/pagina1000802.html sul decreto anticrisi (inutile…dannoso!) ci pare che l’urgenza di far sentire la propria voce e svegliare questo governo sia ancor più confermata.

La Cgil ha ringraziato Generazione Democratica Verona per aver partecipato e per aver preso a cuore il problema della crisi, del lavoro e della scuola (che in parte si salva, per un annetto, come hanno tutti i giornali nei giorni scorsi: andare in piazza SERVE! L’Onda ha affossato i sondaggi di Berlusconi e la Gelmini ha fatto un passo indietro).

Qui sotto il comunicato che era stato diffuso alla stampa e i due articoli che l’hanno ripreso.
Infine, le proposte della Cgil e del Pd contro la crisi.

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COMUNICATO STAMPA

Generazione Democratica Verona aderisce allo sciopero generale

Generazione Democratica Verona aderisce allo sciopero e alla manifestazione proclamati dalla CGIL per Venerdì 12 dicembre. I giovani democratici veronesi scenderanno in piazza a Mestre per protestare contro i tagli alla scuola e all’università, e per esprimere la preoccupazione riguardo l’inadeguatezza delle misure del governo per affrontare la crisi economica.
«Ci troviamo in una situazione in cui economisti, BCE, lo stesso Capo dello Stato ci avvertono di una crisi che sta cambiando il volto del mondo. I giovani non sanno che sarà del loro futuro e le misure anticrisi del governo non intendono dare una risposta all’emergenza di chi sta perdendo il lavoro, delle difficoltà delle piccole imprese e delle famiglie», afferma Elisa Cavazza, coordinatrice veronese di Generazione Democratica
«Inoltre – prosegue Elisa Cavazza – l’atteggiamento di chiusura di fronte alle parti sociali e il tentativo di alimentare la spaccatura dell’unità sindacale si ripercuotono rovinosamente sulla possibilità di trovare una strategia efficace e condivisa per affrontare la crisi. É inammissibile che a pagare, nell’indifferenza più totale, siano i soggetti più deboli, tra cui le nuove generazioni che nella formazione e nel lavoro hanno il compito di costruire il futuro del Paese».

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