I Giovani democratici di Verona ripartono da
marginalità sociale, etica e ambiente.
Sabato 7 febbraio si è svolta l’Assemblea costituente provinciale di Generazione democratica Verona. All’evento hanno partecipato i delegati eletti alle primarie, numerosi Giovani democratici, il Segretario regionale Filippo Silvestri, oltre che esponenti di associazioni veronesi, tra le quali: Amref, Parada, Arcigay, RedS, Amici della Bicicletta, Comitato contro il Traforo, ASAV Associazione Studenti Africani Verona.
È stata la politica, quella concreta e programmatica, a costituire il cuore del momento fondativo. E al centro del lavoro assembleare sono stati messi i documenti elaborati dai delegati, presentati alla discussione e aperti al contributo delle associazioni presenti. Gli argomenti affrontati sono di stringente attualità: dalla proposta di istituire nei comuni veronesi un registro delle unioni civili, ad una dura analisi critica delle politiche sull’immigrazione condotte dalla Lega, passando per un netto “No al Traforo”, l’opera infrastrutturale faraonica proposta dal Sindaco Tosi che comprometterebbe irreparabilmente la salute del territorio comunale scaligero. E ancora: una visione della mobilità sostenibile da realizzare con passaggi mirati, l’attenzione ai temi della povertà e della marginalità sociale da promuovere all’opinione pubblica e alle istituzioni. Abbiamo anche ripreso in mano l’unico progetto presentato in Italia per l’apertura di un campus universitario aperto, in pieno centro storico (caserma Passalacqua): un possibile centro vitale per la cittadinanza, comprensivo di un grande parco, di strutture sportive e ricreative, che per il sindaco-sceriffo dovrebbe invece diventare una colata di cemento di 450 appartamenti. Infine abbiamo parlato di Costituzione e libertà di coscienza, tanto gravemente offese dal Governo in questi giorni.
Al termine della discussione politica Elisa Cavazza è stata riconfermata all’unanimità Coordinatrice dell’organizzazione veronese. «Abbiamo preso coscienza di pericoli molto concreti per la democrazia e della spaventosa ascesa di una nuova forma di razzismo molto più strisciante e subdola. A questo noi opponiamo non solo le nostre condanne ma anche le nostre proposte – afferma Elisa -, e lo facciamo attraverso un lavoro di squadra plurale e partecipato da parte dei delegati, discussioni animate ma mai sterili e tanta voglia di dimostrare che si può fare politica coraggiosa con condivisione ma senza ambiguità».
Verona, 7 febbraio 2009.
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