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Giovani Democratici di Verona

Il 3 marzo scorso, con l’approvazione definitiva al Senato di un disegno di legge collegato alla Finanziaria, il Governo ha scritto una delle pagine peggiori per quanto riguarda le tutele dei lavoratori italiani, ponendo di fatto le basi per lasciarli senza strumenti per difendere i loro diritti inderogabili.Il ddl contiene, infatti, la possibilità di stabilire, nel momento in cui il lavoratore firma un contratto, che gli eventuali processi tra questo e il datore di lavoro saranno decisi da un arbitro, cioè un soggetto terzo scelto dalle parti, secondo un evanescente criterio di “equità”, e non da un giudice, secondo la legge.

Tutto ciò, in sostanza, permette di privare il lavoratore della possibilità, che chiunque cittadino ha, di ricorrere a alla magistratura per far valere i propri diritti, se li ritiene violati.
Il Governo fa tutto ciò, peraltro, in un modo subdolo, che aggrava ancor più la situazione: non si è scelta la strada del confronto aperto con le parti sociali, come nel 2002, quando il Governo Berlusconi fu costretto a una plateale marcia indietro circa la proposta di abolire l’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori. Si è scelto, stavolta, di aggirare l’ostacolo. Con un metodo da “furbetti”. Le norme a tutela dei lavoratori restano, infatti, formalmente in vigore, salvo poter essere aggirate, con l’attuale legge, mediante una scelta contrattuale fatta tra lavoratore e datore di lavoro. Fingendo di non vedere che, per un datore di lavoro, sarà molto facile imporre al lavoratore di accettare l’arbitrato, per il semplice fatto che quest’ultimo, che necessita di lavorare per guadagnarsi da vivere, nella scelta tra la possibilità di ottenere un salario e rimanere senza sarà portato a far poca attenzione alle clausole che firmerà. Rischiando così di rinunciare ai diritti che 100 anni di lotte sindacali hanno conquistato.

La norma che introduce l’arbitrato è, infine, di notevole gravità perché finisce per porre in discussione non solo le garanzie dell’art. 18, già di per sé importanti, ma anche altri numerosi diritti fondamentali dei lavoratori, tra cui la quantità e la qualità della retribuzione e il diritto alle ferie, come ha segnalato il senatore del PD Tiziano Treu (Repubblica on-line, 3 marzo 2010).

Si tratta, dunque, di un provvedimento ingiusto e vergognoso. Che fa dei lavoratori dei cittadini di serie B, esposti ai ricatti dei soggetti per cui si obbligano a lavorare. Diventando sostanzialmente privi di diritti, e pure presi in giro, perché questi diritti rimangono scritti su carta, ma non possono essere fatti valere.

Una norma che dimostra ancora di più la protervia della destra, che considera i lavoratori come merce. E che evidenzia come, dopo non aver speso un euro per chi perdeva il lavoro con la crisi, di fatto facendola pagare tutta a dipendenti, artigiani e piccoli imprenditori, oggi trova il modo di porre le premesse per togliere numerosi diritti ai lavoratori. Soprattutto ai giovani, lavoratori di domani che, non avendo oggi un contratto a tempo indeterminato, sono maggiormente esposti a trovarsi imposta una clausola arbitrale, quando stipuleranno un contratto di lavoro.

Generazione Democratica Verona, quindi, si oppone fermamente a questa deriva selvaggia nella gestione dei rapporti di lavoro e si unisce alle forme di contestazione e protesta che il PD, i partiti di centrosinistra, il sindacato hanno già annunciato. Auspicando che questa battaglia di libertà diventi, già nei prossimi giorni, una delle bandiere di tutto il progressismo italiano.

Matteo Avogaro – resp. lavoro GD Verona

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